Archivio per settembre, 2007

Мёртвые души….

Posted in Senza categoria with tags , , , , on 28 settembre 2007 by catcher in the rye

…eccallà…quello è il libro che sto leggendo …………………………………………….e se non sapete il cirillico…cazzacci vostra!!!…… ..ho abbandonato il caro Arturo Bandini e Chiedi alla polvere…perchè mi stava piacendo un tantino troppo (come avevi ragione Vale!), e avevo promesso che l’avrei letto a Poggi. quindi ho recuperato “quello lì”, che mi aveva regalato una carissimissima compagna delle superiori e pure idda aveva ragioonee….w i russi, Gogol’, la santa madre russia, e le anime morte

“Con le carte in mano, tutti gli uomini sono uguali.” (Nikolaj Vasil’evič Gogol’)

review à rebours…: ebbene questo ultimo venerdì prepoggioboniziano si conclude con un dente 1- tiffany 0….non abbiamo finito un accidente: il mio dente non si è ancora rassegnato a tirare le cuoia e non molla; è infiammato e dolorante….e si vede che la madre russia vuole farmi fare un cura medica sociale in piena tradizione staliniana. “anestesia, no party”. ho una sola cosa da dire: vavanculo. dovrò stare un po’ attentina in queste tre settimane with my medication…(anche se l’obiettivo “desfo totale tra alcool e cigarillos” rimane sempre fermo).

giovedì invece è stato uno dei soliti “addii pre-scavo (quasistrappalacrime) a patavium” di rito: e ogni stramaledetta volta, che ci sia il sole o che piova (e pioveva pioveva…e che freddo!), l’atmosfera è sempre maliconica, la gente che passa è sempre in mood autunnale, patavium è sempre deserta dai volti conosciuti (a parte la carrambata della Allllahhhina, god i love this girl!) e nostalgica;…e c’è sempre un’analavra da salutare ^^.

domani sarà l’ultimo giorno ufficiale a mia disposizione per potermi pascere del celeberrimo riso di isola della scala alla sagra omonima…e sicuramente non farò in tempo a fare nulla…(o per lo meno stiamo a vedere….) e io VI ODIO TUTTI, MALEDETTI GIOSTRAI veronesi! però almeno mi sono piazzata due volte la sagra del porco qui a isla rizla (come direbbe la Cobianchi); Borisse, pensa che il giorno dopo abbiamo pure pagato l’ingresso (1 euro)…perchè era la sera uuuffficiale der porco (di 100 kg, premio serata…attenzione)…e ancora non sappiamo chi ha vinto…però alla famigghia ‘a grigliata è piaschiuta, e pure el risu.

abbiamo portato la mummy sugli autoscontri (io & my sis versus Danilo & Mum) e devo dire che oltre a vederla ridere di gusto (oi, xè beo, fiòi!), mi sono divertita un casino pure io (testuali parole della sister: “guidavo meglio quando ero piccola e non avevo la patente!”)…manco da picccenina mi divertivo così. anzi, erano quasi solo ematomi fotonici. poi pure la pesca di beneficienza e Danaaailo ha vinto il premio migliore (maledetto giostraio ^^)…io, un cuscino…e una schifezza in ceramica…(ceramismo lezioso come l’hanno scorso, ayudaaaa)…

mercoledì è stato il mio S-day…che sta per Sirenetta day! la sottoscritta è stata colta da improvvisa voglia di vedere la Sirenetta della waltdisney…una delle 2 sole vhs walt-disneyane che possiedo…ebbene: er nastro s’è tutto rovinato…sarà il mio videoregistratore scassato? sarà che Tritone fa molto Leo (Giovanni Leonardi forever)…sarà che ho imprecato per media hora…ma io la Sirenetta alla fine non l’ho vista…sob!

la spesa è fatta…domani un po’ di giretti e poi si parte. e anche se non credevo che l’avrei mai detto: non ho voglia di partire! perchè pure “poggi 2 la vendetta” non sfugge al sacro rito della tensione delle partenze-scavo; anche se sarà la seconda volta, anche se c’è aspettativa, anche se alla fine non c’è nessuna aspettativa, anche se si conosce già tutto, anche se sarà il mio primo bis archeologico (e 10° scavo, fioi…uh che minchia vù ddi? na mazza! vista la mia straordinaria competenza sul field …sagraaaa!), anche se alla fine va bene così, e sarà come sempre, e come deve essere.

e che l’autunno cominci!

sì, cominci pure….anche se, evidentemente per farmi del male, estoy escuchando la banda sonora de braveheart, hombree….

madreeeeee, perchèèèè sono così masochista??? no sè.^^

besotesss!

ps: dedicato a mia nonna…a cui ho subito pensato quando l’ho letto per sbaglio. w john fante siori e siore!

“La cucina : il vero regno di mia madre, l’antro caldo della strega buona sprofondato nella terra desolata della solitudine, con pentole piene di dolci intingoli che ribollivano sul fuoco, una caverna d’erbe magiche, rosmarino e timo e salvia e origano, balsami di loto che recavano sanità ai lunatici, pace ai tormentati, letizia ai disperati. Un piccolo mondo venti-per-venti: l’altare erano i fornelli, il cerchio magico una tovaglia a quadretti dove i figli si nutrivano, quei vecchi bambini richiamati ai propri inizi, col sapore del latte di mamma che ancora ne pervadeva i ricordi, e il suo profumo nelle narici, gli occhi luccicanti, e il mondo cattivo che si perdeva in lontananza mentre la vecchia madre-strega proteggeva la sua covata dai lupi di fuori.” (da The Brotherwood of the Grape)

 

 

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sì dunque….

Posted in Senza categoria with tags , , , on 25 settembre 2007 by catcher in the rye
probabilmente sono malata…(intendo, a livello mentale)…però io e i dentisti abbiamo un rapporto malato. nel senso che io li odio, non li posso sopportare e mi perseguitano da quando sono piccola. ieri è andata veramente malissimo, con una medicazione senza anestesia che rimarrà negli annali dei miei files “dolore” per il resto della vita. e non sto scherzando.
dopo l’otite, un’altra medicazione di cui non ho voglia di parlare or ora (perchè si parla del ginnasio)…, il mal di denti a badia, ci mancava solo questa….ed è sempre lui…quel maledettissimo dente di badia.
mercoledì (ossia domani) questa storia dovrebbe in parte finire (per lo meno per partire per poggi un pochino tranquilla….ma ho paura comunque)…poi mi ha già detto che “quando torno con più calma….”
no no…in quel posto lì non mi vedono più….
ci sono solo due persone che credo “mi possano capire” nella mia psicosi dentale: il regista de Il maratoneta, John Schlesinger, (se non l’avete ancora visto per favore guardatelo che ne vale davvero la pena…^^) e Des Esseintes, nella fattispecie, J. K. Huysmans in À Rebours (Controcorrente)…uno di quei romanzi decadenti che molto probabilmente vi hanno fatto leggere al liceo…e che aveva spaventato a morte Wilde (come ha ragione quest’uomo). c’è una parte in questo romanzo in cui si parla del dolore ad un maledettissimo dente….e il ricordo di cosa accadde….oltre al fatto che il ritmo del racconto incalza sempre di più come se fosse un horror…mi ricordo che quando lo lessi, (oltre a farmela sotto) pensai “meno male che non sono nata nell”800…” “spero di non patire mai un dolore simile”….eccetera eccetera….evidentemente come direbbe Peppone “questa stanza è piena di microfoni!!!!” perchè mi devono aver sentito….
ringrazio Lalla che nei miei patimenti dentari è sempre presente e vigile, e mi sostiene…dalle notti insonni a Bahhììa, ai messaggini minatori contro la mia dentista…..graziee! 

eccolo qui….À Rebours se vi interessa. oggi e domani ancora inferno … e poi sarà finita per un po’…
buona lettura!

[…]
Ma quella sera Des Esseintes non aveva alcuna voglia d’ascoltare la musica del palato. Si contentò di cavare dalla tastiera del suo organo una sola nota, portandosi di là un bicchierino colmo d’autentico whisky d’Irlanda.
Si riaffondò nella poltrona e religiosamente si sorseggiò quel succo fermentato di orzo e d’avena: un acuto aroma di creosoto gli appestò la bocca.
Sulla traccia di quel sapore che irresistibilmente ne evocava un altro, il pensiero, facendo da battistrada, resuscitò ricordi cancellati da anni. Quel gusto acre, fenicato, gli richiamò imperioso alla memoria l’identico sapore che gli riempiva la bocca quando il dentista gli lavorava le gengive.
Messo su questa via, dopo aver vagato genericamente su tutti i dentisti cui era ricorso, il ricordo si raccolse e concentrò su quell’uno che per i suoi modi brutali gli si era profondamente impresso nella memoria.
Era stato tre anni prima. Aggredito nel cuor della notte da un’atroce raffica di denti, si premeva la guancia, sbatteva del capo nei mobili, misurava a grandi passi, forsennato, la stanza.
Si trattava d’un molare piombato. Impossibile guarirlo; solo rimedio che restava, le tenaglie del dentista. Fuori di sé, aspettava l’alba, risoluto a sottoporsi alla più atroce delle operazioni, pur di uscire da quel patimento.
Tenendosi la mascella, si chiedeva intanto come fare. I dentisti che lo avevano in cura erano dei professionisti arricchiti dai quali non bastava recarsi per essere ricevuti; occorreva con loro prenotarsi, combinare un appuntamento.
“Impossibile: io non posso rimandare d’un minuto” si diceva.
Deliberò di ricorrere al primo venuto, d’andare da un cavadenti qualsiasi; da uno di quegli energumeni dal polso di ferro che, se ignorano l’arte, del resto inutile, di curare le carie e di turare i buchi sanno estirpare con una sveltezza da giocoliere le radici più ostinate; gente che apre bottega all’alba e non fa fare anticamera.
Sonarono alfine le sette.
Si precipitò in istrada e, sovvenendogli il famigerato nome d’un meccanico che si faceva chiamare “dentista per tutti” ed abitava all’angolo d’un lungosenna, si mise di corsa a quella volta, ricacciando il pianto, mordendo il fazzoletto.
Arrivato, con le tempia in sudore, davanti alla casa distinta da un’enorme tabella nera sulla quale spiccava in giallo a lettere di scatola il nome “GATONAX” e da due vetrinette, dove inseriti in gengive di cera rosa, legate fra loro da molle d’ottone facevano bella mostra di sé denti artificiali, si fermò a prender fiato; ed ecco lo colse un tremendo batticuore, un brivido gli corse la schiena, il dolore ebbe tregua, il dente s’azzittì.
Istupidito egli restava lì piantato sul marciapiede.
Finché aveva preso il coraggio a due mani e cacciatosi nel buio della scala, divorandone i gradini a quattro a quattro, era giunto al terzo piano. Là s’era trovato davanti una porta: una targhetta di smalto vi ripeteva in lettere celesti il nome dell’insegna.
Aveva già tirato il campanello, quando lo sguardo, cadendogli sui gradini, li vide costellati di larghi scaracchi appiccicosi e sanguinolenti.
Fu per tornare; già, era deciso a patir di mai di denti per il resto della vita; ma trapassando le pareti, gli lacerò i timpani, riempì la tromba della scala, lo inchiodò allibito dov’era, un urlo disumano; mentre la porta si apriva e una vecchia lo invitava ad entrare.
La vergogna l’aveva vinta sulla paura.
Introdotto in una sala da pranzo, aveva visto spalancarsi con fracasso un uscio, riempire il vano un pauroso granatiere, una specie d’automa in redingotta e pantaloni neri.
Dal momento che, seguendo colui, era passato in un’altra stanza, i suoi ricordi s’annebbiavano. Vagamente ricordava d’essersi come un cencio lasciato andare su una poltrona in faccia a una finestra e d’aver barbugliato indicando il dente: “È già stato piombato: temo non ci sia nulla da fare”.
Ficcandogli in bocca un indice come una trave, già colui gli aveva tolto la parola; quindi, borbottando chi sa che sotto i baffi a zanna impomatati, aveva tolto qualche cosa di su un tavolo.
Allora era venuto il bello.
Aggrappato ai braccioli, Des Esseintes s’era sentito un freddo nella guancia. Poi aveva visto le stelle; sudando di strazio, s’era messo a pestare i piedi ed a belare come un agnello che scannano.
S’udì uno scricchiolio; cedendo, il molare si spezzava.
Gli era parso allora che gli divellessero il capo, gli fracassassero il cranio; perduta la ragione, aveva urlato come un dannato. Furiosamente si era difeso contro l’energumeno che di nuovo gli rovinava addosso quasi volesse fargli entrare il gomito nel ventre e che, arretrando bruscamente d’un passo, tirava su appesa alla mascella la vittima, per lasciarla quindi brutalmente ripiombare sulla poltrona; per poi, tappando di sé la finestra, brandire, ansante, a trofeo, nella morsa della tanaglia un dente cianotico, rosso d’un carniccio che ne pendeva.
Vicino a render l’anima, Des Esseintes aveva sputato sangue da riempire una bacinella; respinto d’un gesto la vecchia ricomparsa ad offrirgli il mozzicone che andava involgendo in un pezzo di giornale; e, sborsati i due franchi di tariffa, era fuggito bersagliando a sua volta di sputo e di sangue i gradini; per ritrovarsi in istrada, raggiante, alleggerito di dieci anni, pieno d’interesse per tutto ciò che vedeva.
“Brrr!” fece; e s’alzò per scuotere da sé l’orribile fascino di quei ricordi.
Tornato alla realtà presente, si preoccupò della tartuca. Continuava a non muoversi. La palpò. Era morta.
Certo, avvezza al trantran della sua esistenza, all’umile vita del suo povero guscio, non aveva potuto sopportare l’accecante lusso che le era stato imposto, il rutilante piviale di cui l’avevan vestita, le gemme di cui le avevano lastricato il dorso, a somiglianza d’un ciborio. […]

“Gonna build myself a castle/ High up in the clouds.”

Posted in Senza categoria with tags , , , , , on 23 settembre 2007 by catcher in the rye
…There’ll be skies outside my window;
Lose these streets and crowds.
Dance the night away…
autunno, Lisa ed Elisa dottoresse, rimpatriate, abbracci e baci di arrivederci, foto (taaaante foto), giorni tristi con il venticello fresco e il sole nel cielo che riesce a dare serenità.
almeno un po’.
Pablito dottore (e il momento alla pulp fiction in pista non lo dimenticherò mai! grazie!XDD), compagni di classe che non vedevi da una vita (e va bene così XXDD), feste di laurea molto carine,
Trèènto e una bellissima giornata in compagnia, tra ori delle steppe, sciti, kurgan e gli affreschi di Venceslao nella Torre Aquila che volevo vedere da una vita…
solo, peccato che Lalla e Bilvio non ci fossero. mi siete mancati tanto.
..Will find myself an ocean,
Sail into the blue,
Live with golden swordfish,
Forget the time of you.
Dance the night away…
oggi giorno di “quasi partenza” per alcuni (maledetti giostrai, come farò senza di voi???^^)…meno male che partiamo anche noi domenica prossima perchè altrimenti non ce la farei a rimanere qui…sul serio.
fate i bravi (il meno possibile), divertitevi e state bene…che vi aspetto alla Tana!
Dance myself to nothing.
Vanish from this place.
Gonna turn myself to shadow
So I can’t see your face.
Dance the night away…
emozioni e pensieri contorti. tutti assieme. e ne vedremo delle belle, credo.
e come ha scritto Jacko, hasta la vista babies!

sad day

Posted in Senza categoria with tags on 19 settembre 2007 by catcher in the rye

sorrow (1882) – vincent van gogh

“la vita è troppo breve per bere vini cattivi” J. W. Goethe

Posted in Senza categoria with tags , , on 15 settembre 2007 by catcher in the rye

oggi lovely day with lalla in venice (2 volte nella stessa settimana direi evvaaaiiii) per combinare qualcosa di serio all’archivio di stato. anche se alla fine non siamo riuscite a completare l’opera, mi sono divertita molto. visionare i microfilm è spassoso (specialmente quando riesci a trovare quello che cerchi) e il “personale veneziano” è stato davvero gentile e disponibile… poi alla Naranzaria per far assaggiare alla donna longobarda i panini con la mortadella d’oca innaffiati di prosecchino, per pascerci un po’ di figherie (e spendere pochino)… poi caffè, regalo e a casa. in treno stavo pensando che mi viene da ridere per tutte le corse fatte per questo lavoro…e di quanto è stato divertente (sul serio) ogni volta, ricominciare da capo e riprendere tutto. perchè alla fine so che mi dispiacerà quando finiremo. è una dell’ennesime cose che questa tesina mi ha insegnato….

ho visto cose che voi umani non potete immaginare…
ho imparato dalla dott.ssa bighouse, in arte analavra, cosa significa organizzarsi e impostare un lavoro e tante tante tante altre cose..ecco, io non so se ho imparato davvero…però “l’ho visto fare”…
ho imparato che le “cose mottose” forse non sono la tartaruga della storia infinita….anche se sto ancora aspettando lo sternuto di castelminio…
ho imparato che forse l’IGM non è li per fregarmi e forse indica DAVVERO la strada che sto percorrendo con la macchina di analavra benchè io ancora non ne sia del tutto convinta (la tiffany mi diffida)
ho fatto quasi i cento (^^) nel fighissimo rettilineo borgoricchiano del graticolato…con la guida sportiva della lalla in stile miami vice e scusate se è poco….
ho fatto ricognizione a mezzogiorno in punto su campi di mais e grano quando i suddetti erano talmente alti che nemmeno in “signs”….con la maglietta a righe dell’analavra che mi faceva da guida in mezzo ai “foglioni”…però l’alieno non l’abbiamo incontrato….
ho importunato gli autoctoni (con bellissime villine in mezzo alla rigogliosa campagna patavina-venexiana-trevigiana) mentre facevano giardinaggio…”scusi lei sa dov’è una strada che si chiama…” quando il caldo di fine maggio ti sfinisce e ti invita ad abbandonare quella maledettissima IGM che sta gridando “tanto stefi non ci capirai mai un cazzo”….
ho scattato foto al terreno dei suddetti campi di mais (maledetti giostrai)…mostrando che…alla faccia della nulla visibilità i cocci si vedono lo stesso!…
ho preso tanti caffè con l’analavra…a tutte le ore, e molti nella stessa ora.
perciò grazie. spero si sia capito. grazie grazie.

ecco tutto qui. vedremo alla fine come sarà, cosa sarà, ‘ndo staremo, che fffaremo….ho appena ripescato nei post di giugno……siamo le “motta-girls” e me ne vanto….w l’archeologia dei paesaggi…più un’avventura alla “Signs” in mezzo al campo di granturco che rimarrà negli annali delle spacconate in nome dell’archeologia…^^…

XXDDDD ohi…era già il lontano giugno………………………………….e bbasta con ste solfeee…

come promesso….robbi!—>

stasera mega relax direi….chè domani sara dura….mi faccio le minacce da sola….studiaaaa!bacii!

Un bel di vedremo/levarsi un fil di fumo sull’estremo confin del mar…/

Posted in Senza categoria with tags , , , on 14 settembre 2007 by catcher in the rye
E poi la nave appare….

non so perchè, ma l’Asi continua ad abbiare al melograno nel giardino guardando in alto….cosa c’è cosa c’è? un serpenteeeeee??? messereeeee un serpente!!!!…..spero di no…altrimenti potrei fare un infarto….^^  già ne ho fatto uno togliendo il bucato dallo stendino…c’era una magnifica cavalletta…che per quanto bella mi ha fatto fare un salto di mezzo metro…

—> vivy! (come mi avevate comandato, monna vivis!)

che bella giornata, ieri a venice. io e mum, per il suo compleanno. è la prima volta che non abbiamo fatto niente in particolare, senza mostre ne posticini cortomaltesiani da scovare….solo noi, passeggiate, ombre e cicchetti (buonissimi!). auguri mamma!

Poi la nave bianca
entra nel porto,
romba il suo saluto.

Vedi? È venuto!
Io non gli scendo incontro. Io no.
Mi metto là sul ciglio del colle e aspetto,
e aspetto gran tempo
e non mi pesa,
la lunga attesa…

mi sto distruggendo con la Callas…visto che anche un’ignorante come me capisce che la sua voce era divina….e sembra sempre che possa raggiungere le più alte costellazioni…. come ogni buon italiano (l’opera l’abbiamo dentro un po’ tutti secondo me, in strani, assurdi inspiegabili modi), già la conoscevo un pochino (e chiedete alle vostre mamme se non sanno vita morte e miracoli della divina…provare per credere…)…ma visto che ieri alle poste venexiane c’era anche una piccola mostra su di lei…sto cercando di documentarmi di più…

certo che una volta ascoltata lei, tutto il resto è silenzio….compreso quell’osceno sceneggiato dell’altra sera (“callas e onassis”…si salvi chi può) che, oltre che improponibile, vorrei citare in giudizio per danni morali alla mia intelligenza e sopportazione…chi è il regista? e gli attori??? ma ohhhhhhh? ‘ndo siamo??? A CASA TUTTIII!!!! a studiare come si fa a recitare in maniera almeno decenteeee!

…E uscito dalla folla cittadina,
un uomo, un picciol punto
s’avvia per la collina.
Chi sarà? chi sarà?
E come sarà giunto
che dirà? che dirà?
Chiamerà Butterfly dalla lontana.
Io senza dar risposta
me ne starò nascosta
un po’ per celia
e un po’ per non morire
al primo incontro;…

tutto qui..ora devo studiare per l’esame di giovedì prossimo…pensare al papiro di Liz…telefonare all’archivio (Analavra knows that!) e forse mangiare qualcosina…buon fine settimana a tutti…hasta pronto.
…Tutto questo avverrà,
te lo prometto.
Tienti la tua paura,
io con sicura fede l’aspetto.

There’s the moon asking to stay…

Posted in Senza categoria with tags , , on 11 settembre 2007 by catcher in the rye
…Long enough for the clouds to fly me away…

qualsiasi cosa accada domani,
qualsiasi cosa accada anche fra un minuto,
si rivoltasse qualsiasi cosa detta o promessa nell’arco di queste poche ore,
cadesse veramente il cielo,
sono grata per tutto quello che è successo oggi. tutto veramente “troppo”. troppa grazia! e mi basta. evvaai!

…Though it’s my time coming, I’m not afraid, afraid to die …..

e grazie alla mia donna longobarda per esserci stata in ogni secondo….(e grazie anche al mio hermano: peccato tu sia andato via presto). adesso pure the rock mi prende in giro e mi chiama “stefania lidia”….
invece…rimane sempre così così un’altra sfera della mia long-lived life so far. ma rimedieremo! o per lo meno…non io! XD io me ne vado! …a parte tutto, è già un bene, no? “così così” è già buono. un passetto alla volta.

..ed è già di nuovo passato, 11 settembre; già andato.

My fading voice sings of love,
But she cries to the clicking of time,
Of time

Wait in the fire…

And she weeps on my arm
Walking to the bright lights in sorrow
Oh drink a bit of wine we both might go tomorrow,oh my love
And the rain is falling and I believe
My time has come
It reminds me of the pain I might leave
Leave behind

Wait in the fire…

And I feel them drown my name
So easy to know and forget with this kiss
But I’m not afraid to go but it goes so slow

Wait in the fire… 

 

 


e poi ho trovato questi e mi stavo capottando….mo siete identici! XXXXXXXDDDDDDDDDDDDDDDDDD
—>analavra
—>borisse
—-> ele 

—> bilvione
—->vice
—->pippo

—> rosada

—>lalla tana del luppolo

—> giaco!

basta ho finito perchè altrimenti mi arrestano! XXDDDDDDD
baci, tiffany