Archivio per novembre, 2012

adios

Posted in Senza categoria on 28 novembre 2012 by catcher in the rye

Yo hablo demasiado y parece que solo hablo conmigo…

No me apetece ser un animal herido
Voy a oxigenarme tanta rabia con besos y alcohol

no quiero pensar en lo que me perdi
no quiero pensar en lo pude hacer pa’ ti
aunque ahora me pinchen alfileres
algo me espera por ahi

me quedo con lo más hermoso que tuvimos
de lo peor poquito a poco yo me olvido
en el fondo yo me arranco la piel hfkjsjdka nananana

Esta es la mejor manera de decirte adios
Aunque me cueste estar a ostia con mi corazon
Hemos hecho lo que hemos podido
prefiero estar sola a estar contigo
el mundo entero pa’ mi
ahora si que si

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Posted in Senza categoria on 25 novembre 2012 by catcher in the rye

 

this must be the place

Posted in Senza categoria on 23 novembre 2012 by catcher in the rye

“How do you manage to get all these women? If you think about it, you’re not handsome, you’re not smart, you’re a stag, a massive egocentric, you sweat like a pig, so what makes you so fucking special???”

“The secret is time, Desmond. Spend time with her…All the time it needs. And she’ll come around, you’ll see..[… ]. Please, don’t give up on Mary, Desmond. Promise me. ”

this must be the place, 2011.

a. breton

Posted in Senza categoria on 22 novembre 2012 by catcher in the rye

...By my leaning over the precipice
Of your presence and your absence in hopeless fusion
My finding the secret
Of loving you
Always for the first time…

no more tears

Posted in Senza categoria on 21 novembre 2012 by catcher in the rye
«Esiste anche questo al mondo, la tristezza di non poter piangere a calde lacrime. Una di quelle cose che non si può spiegare a nessuno, e anche se si potesse, nessuno lo capirebbe. Una tristezza che non può prendere forma, si accumula quietamente nel cuore come la neve in una notte senza vento. Una volta, quando ero più giovane, avevo provato a esprimerla a parole. Ma non ne avevo trovata una che potesse trasmettere il mio sentimento ad altri, anzi nemmeno a me stesso, così avevo rinunciato. E avevo chiuso sia le mie parole sia il mio cuore. La tristezza troppo profonda non può prendere la forma delle lacrime».

H. Murakami, “La fine del mondo e il paese delle meraviglie”

John Fante, “La confraternita dell’uva”

Posted in Senza categoria on 19 novembre 2012 by catcher in the rye

«Una sera, mentre la pioggia batteva sul tetto spiovente della cucina, un grande spirito scivolò per sempre nella mia vita. Reggevo il suo libro tra le mani e tremavo mentre mi parlava dell’uomo e del mondo, d’amore e di saggezza, di delitto e di castigo, e capii che non sarei mai più stato lo stesso. Il suo nome era Fëdor Michailovic Dostoevskij. Ne sapeva più lui di padri e figli di qualsiasi uomo al mondo, e così di fratelli e sorelle, di preti e mascalzoni, di colpa e di innocenza. Dostoevskij mi cambiò. L’idiota, I demoni, i fratelli Karamazov, Il giocatore. Mi rivoltò come un guanto. Capii che potevo respirare, potevo vedere orizzonti invisibili».

John Fante, “La confraternita dell’uva”

 

sempre Alda…

Posted in Senza categoria on 18 novembre 2012 by catcher in the rye

Nessuno rinuncia al proprio destino anche se è fatto di sole pietre.