Archivio per dicembre, 2012

Di questo mondo e degli altri

Posted in Senza categoria on 26 dicembre 2012 by catcher in the rye

«Se fisso i miei ricordi sulla carta, è soprattutto perché non si perdano (in me) minuti d’oro, ore che risplendono come soli nel cielo tumultuoso e immenso che è la memoria. Cose che sono anche, come il resto, la mia vita».

José Saramago, “Di questo mondo e degli altri”

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«Abbia la compiacenza di parlarmi con dolcezza» Ennio Flaiano, “Frasario essenziale”.

Posted in Senza categoria on 20 dicembre 2012 by catcher in the rye

«Il dolore è passato. La vita lo ha trasformato in qualcos’altro; dopo averlo provato, dopo aver singhiozzato, lo si nasconde agli occhi del mondo come una mummia da custodire nel padiglione funerario dei ricordi. Passa anche il dolore provocato dall’amore, non credere. Rimane il lutto, una specie di cerimonia ufficiale della memoria. Il dolore era altro: era urlo animalesco, anche quando stava in silenzio. È così che urlano le bestie selvatiche quando non comprendono qualcosa nel mondo – la luce delle stelle o gli odori estranei – e cominciano ad avere paura e ululare. Il lutto è già un dare senso, una ragione e una pratica. Ma il dolore un giorno si trasforma, la vanità e il risentimento insiti nella mancanza si prosciugano al fuoco purgatoriale della sofferenza, e rimane il ricordo, che può essere maneggiato, addomesticato, riposto da qualche parte. È quel che accade ad ogni idea e passione umane».

Sándor Marái, “Il gabbiano”, Adelphi, Milano (traduzione di Laura Sgarioto)

«Proprio in quel tempo Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; che se uno soffre il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l’amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita».

Dino Buzzati, “Il deserto dei Tartari”.

In 2013…

Posted in Senza categoria on 19 dicembre 2012 by catcher in the rye

In 2013, I pledge to conspire with you to achieve more mixtures, connections, accords, and unifications than you ever thought possible. I will furthermore be a fount of suggestions about how you can live well in two worlds. I will coach you to create a peace treaty with your evil twin and your nemesis, and I will help you develop a knack for steering clear of other people’s bad ideas and sour moods. I can’t of course guarantee that you will never again experience a broken heart, but I swear I will do everything I can do to heal the broken part of your heart that you’ve been suffering from.

José Saramago, “Di questo mondo e degli altri”

Posted in Senza categoria on 12 dicembre 2012 by catcher in the rye

«Le parole sono buone. Le parole sono cattive. Le parole offendono. Le parole chiedono scusa. Le parole bruciano. Le parole accarezzano. Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate. Le parole sono assenti. Alcune parole ci succhiano, non ci mollano; sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali, nelle carte e nei cartelloni. Le parole consigliano, suggeriscono, insinuano,

ordinano, impongono, segregano, eliminano. Sono melliflue o aspre. Il mondo gira sulle parole lubrificate con l’olio della pazienza. I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche. Per questo le persone fanno il contrario di quel che pensano, credendo di pensare quel che fanno».72394_10151341664692922_1112425223_n

quizas

Posted in Senza categoria on 8 dicembre 2012 by catcher in the rye
«[…] ma egli ebbe quello che il suo cuore bramava, e tardò molto ad averlo, e forse non c’è felicità più grande». Jorge Luis Borges, “L’Aleph”

 

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