Archive for the Senza categoria Category

Buon viaggio

Posted in Senza categoria on 31 maggio 2020 by catcher in the rye

When I was studying art history in college we learned about Recontextualization – one of the main ideas in their work. What does that mean? You see things every day and you barely notice them. Wrap it all up, so you CAN’T see it and guess what happens when you unwrap it? Exactly – you see it in a whole new way. I think that’s what is happening right now. We are all going to see things differently when we “unwrap” ourselves.

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Rest in power George Floyd

Posted in Senza categoria on 31 maggio 2020 by catcher in the rye

And I hope that you die
And your death’ll come soon
I will follow your casket
In the pale afternoon
And I’ll watch while you’re lowered
Down to your deathbed
And I’ll stand over your grave
‘Til I’m sure that you’re dead

B. Dylan, Masters of war

But therein lies the rub…

Posted in Senza categoria on 30 maggio 2020 by catcher in the rye

Che abbiamo vissuto, / che abbiamo toccato le strade coi piedi, / che andavamo allegri, / non lo saprà nessuno. / Che abbiamo guardato il mare / dai finestrini dei treni, / che abbiamo respirato / l’aria che si posa / sulle sedie dei bar, / non lo saprà nessuno. / Siamo stati / sulla terrazza della vita / fintanto che sono arrivati gli altri.
Nino Pedretti

sunday of reminiscing

Posted in Senza categoria on 24 maggio 2020 by catcher in the rye

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“I belong to quick, futile moments of intense feeling. Yes, I belong to moments. Not to people.”

Virginia Woolf

Il Conformista, 1970

Posted in Senza categoria on 20 maggio 2020 by catcher in the rye

Marcello: Sembra quasi che un peccato di sodomia per la Chiesa sia più grave dell’uccisione di un uomo.
Prete: Come ti permetti?! Insolente! Ricordati che io sono un prete e tu sei un peccatore! E dopo quella volta hai avuto altri rapporti con uomini?
Marcello: No, vita sessuale normale.
Prete: Vale a dire?
Marcello: Il bordello verso i diciottanni e poi soltanto rapporti con donne.
Prete: E questa secondo te è una vita sessuale normale?
Marcello: Sì, perché?
Prete: Ma tu l’hai vissuta sempre nel peccato. “Normale” vuol dire “matrimonio”, avere una moglie, una famiglia.
Marcello: È quello che voglio.
Prete: Bravo, bravo, bravo…
Marcello: Sto per costruirmi una vita normale. Sposo una piccola borghese.
Prete: Allora deve essere una brava ragazza.
[Il prete guarda Giulia in lontananza]
Giulia [a Marcello]: Parla, sbrigati.
Marcello: Mediocre. Piena di idee meschine. Di piccole ambizioni meschine. Sì, tutta letto e cucina.
Prete: Non usare queste espressioni.
Marcello: La normalità. Voglio costruire la mia normalità, faticosamente.
Prete: Ma nella religione.
Marcello: Fuori dalla religione! Dio è così buono, la Vergine è così materna, Cristo è così misericordioso… e il prete è pieno di… di comprensione. Non avete provato alcun orrore per il mio crimine, solamente un po’ di stupore perché non sono venuto subito a confessarmi.
Prete: Devi pentirti, figliolo. Devi implorare perdono.
Marcello: Mi sono già pentito. Voglio che il perdono me lo dia la società. Sì, mi confesso oggi per la colpa che commetterò domani. È il sangue che lava il sangue. Il prezzo che mi chiede la società io lo pagherò.
Prete: Fai parte di quelche setta, di qualche gruppo sovversivo?
Marcello: No, no… Faccio parte dell’organismo che dà la caccia ai sovversivi.
Prete: Ego te absolvo peccatis tuis.

 

[Dopo che Marcello è stato accusato di aver ereditato la sifilide dal padre]
Madre di Giulia: A proposito, la mia bambina ha avuto gli orecchioni, la scarlattina, il morbillo e la rosolia!
Marcello: Malattie profondamente morali.

Giulia: Se vuoi sposarti devi comunicarti e se vuoi comunicarti devi confessarti, se no… lui non ci sposa!
Marcello: Ma io non sono credente.
Giulia: Ah, e chi lo è? Il 90% della gente cha va in chiesa mica è credente. E i preti stessi…

Italo: Ma che t’aspetti dal matrimonio?
Marcello: Vedi, l’impressione della normalità.
Italo: “La normalità…”
Marcello: Sì, la stabilità, la sicurezza. La mattina mentre mi vesto mi guardo nello specchio mi sembra che la mia immagine sia diversa da quella di tutti gli altri.

Marcello: Com’è un uomo normale secondo te?
Italo: “Un uomo normale”? Per me un uomo normale è quello che si volta per la strada per guardare il sedere di una bella donna che passa e scopre che non è il solo ad essersi voltato. E ce ne sono almeno cinque o sei. Ed è contento se scopre gente uguale a lui. I suoi simili. Perciò gli piacciono le spiagge affollate, le partite di football, i bar del centro…
Marcello: …e le adunate oceaniche a Piazza Venezia.
Italo: Ama quelli che sono come lui. E diffida di quelli che sente diversi. Per questo l’uomo normale è un vero fratello, un vero cittadino, un vero patriota, un vero…
Marcello: …un vero fascista.
Italo: Ti sei mai chiesto com’è che siamo amici? Perché noi due siamo diversi dagli altri. Siamo animali della stessa razza.

 

“We need the Beatles, not as cloistered composers, but as companions.” R. Goldstein, 1967.

Posted in Senza categoria on 19 maggio 2020 by catcher in the rye

The Beatles will always be my guides. They were my four prophets from the north. They came to show us there’s another way to live – and to rejoice in what we have.

P. Weller

“My father once said to me, ‘I play the notes you never hear,’”

Posted in Senza categoria on 4 maggio 2020 by catcher in the rye

“He’s the reason no one can really cover the Beatles faithfully. The songs and the harmonies are one thing, and you can kind of work those out, but at some point there’s going to be a George Harrison solo, and that solo is usually perfect. So what do you do? If you start changing it, thinking you’re going to do something better, it’s not going to work out for you. It’s hard to go in and start replacing things in those songs, because that’s the way that they are.”

The Metaphysical Loneliness of George Harrison