Archivio per cinema

locura….2046

Posted in Senza categoria with tags , , , , , , on 28 gennaio 2011 by catcher in the rye

ma lady gaga…chi è??? in confronto….ahaahahah

ho realizzato il mio sogno: 3 euro…en una tienda de los chinos…e poi vai di servizio fotografico che come sempre funziona da terapia.

e in arrivo forse…un altro lavoro. speriamo. perchè ci vorrebbe. a ver si hay suerte, y me llaman el lunes. le lezioni cominciano il 14. sarebbe anche ora di cominciare “por dioh”….

piove. nei paesi vicini nevica….metà spagna è sotto zero, e viene solo voglia di rintanarsi sotto le coperte. ieri ho fatto il mio primo pesto alla genovese. in alto i calici. era buoniffimo! w il pesto! che non pensavo fosse così “gordo”….

un beso!

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Posted in Senza categoria with tags , , , , , , , on 26 dicembre 2010 by catcher in the rye

“Si hubiera nacido en otra época, mi vida hubiera sido diferente….no sirve de nada encontrar a la persona indicada si el momento no es el adecuado…

“El amor es una cuestión de tiempo”.

2046 – wonk kar wai

“il mio equivalente emotivo del crollo del ’29” e Chris del mattino…

Posted in Senza categoria with tags , , , , , , , , , , , , , on 17 novembre 2010 by catcher in the rye

anochece (que no es poco)
ebbene si…scelgo questa notte per aggiornare tutto. e per cominciare qualcosa di nuovo, se possibile…anche se le mie vene pulsano sangue bollente in questo momento…e ogni fibra del mio corpo dice “ma sei sicura?…tanto poi torna, torna…quando hai la guardia abbassata….torna….“il mio equivalente emotivo del crollo del ’29“….
no…deve esserlo.
questa sera tornavo a piedi per il paseo de los tristes…e pensavo che sono 48 giorni “away from home”. 48 mila passi lontano da casa. non ero mai stata via così a lungo. e in un certo senso ho finalmente superato le mie colonne d’ercole. calpe quest’anno, erano state 6 settimane.
insomma vorrà pur dire qualcosa…o no?  lo farò diventare io qualcosa.
pensavo che decisamente….sono troppi anni. troppo tempo. troppi…pianti. ho pianto troppo, pure qui…seppur credendoci sempre. l’unica cosa che abbia veramente creduto e sentito in vita mia. come bere l’acqua e pensare…(perchè è così quando capita. è contro il tuo cervello,..e la tua voglia di mangiare o di dormire….ed è solo il tuo corpo, che va da solo)

e credo mi dispiacerà ripensarmi così, se avrò la fortuna di diventare vecchia e ricordarmi di me. tristissima. perchè è stata una vera montagna russa fin qui. e un’altra discesa simile alla ultima, credo, non la reggerei.

e vorrei smettere di piangere definitivamente. almeno, per “questo” motivo. così vorrei che per una volta le parole avessero la forza di condizionare le situazioni e le emozioni, e i pensieri. e segnassero un limite anche nella realtà.  perchè niente ha mai funzionato in questo caso, niente mi ha mai consolata, niente mi ha mai fatto perdere quel senso di smarrimento. ti prego ti prego ti prego…questa volta, fa’ che funzioni. please please pleaselet me get what i want this time….
credo sia un prodigio della natura poter volere così bene a qualcuno, e pensare di poter urlare che quelle parole “how wonderful life is now you’re in the world“, sono vere, è quasi bello. già, quando ci sei…sono vere. sono anni che lo ripeto. e sono felice di essere passata anche per di lì. e anche se quello che vedo davanti a me…è come il bosco che circonda la alhambra (nero, non si vede la fine, nemmeno si capisce bene cosa copra, fin dove arrivi, e di sera mi fa il doppio della paura che mi fa alla mattina….), io non so dove porta, proprio perchè non lo conosco. e forse è il momento di imboccarlo. e di esplorarlo. anche se non ho mai il coraggio di lasciare ciò che ho alle spalle per paura che non torni più.

forse è giunta l’ora che non torni più.

e quello che non conosco non posso giudicarlo prima del tempo…e non può essere del tutto peggio, del tutto orribile, del tutto negativo, come sembra da qui. magari c’è nascosta una alhambra e io non lo so. (seh… oppure sono io la alhambra, il futuro è la tirannia degli uomini malvagi e voi siete il pastore, …e l’uomo timorato??? dio ma quante cazze di volte ho visto pulp fiction? mi risalgono i dialoghi come la peperonata…)

comunque…

sono qui. sono viva. sto bene. vivo qui. e anche se le cose sono difficili…in qualche modo sopravviverò. la cosa più difficile sarà sopravvivere al mio cuore, che guida la mia testa…(quanto lavoro le dò ogni giorno..nessuno lo saprà mai).

ma ci proviamo. d’ora in poi. seriamente. e tutti i ritorni, tutte le saghe infinite, le scuse, i pentimenti superficiali e fittizi, (o forse dettati solo dalla mia mente che legge nella maniera sbagliata o inventa),…tutte le volte che qualcuno si volterà indietro a vedere che fine ho fatto…spero che reagirò in maniera diversa. in fondo…non importa più ormai. non importa più.

Indiana,…Indiana: lascialo lì dov’è.

 

e sono coincidenze. però pure l’internazionale e Bob dicono che devo fara un falò della vecchia me, con cui nutrire quella nuova. come se la verità fosse sempre rimasta nascosta, e per farla venire fuori fosse necessario far morire ciò che c’era prima. come diceva Aristotele, in effetti. potenza e atto.

come fa la fenice.

“Avec mes souvenirs…J’ai allumé le feu…”

e poi c’è Iaia che mi ricorda Chris del mattino:

Well, you know the way I see it, if you’re here for four more years or four more weeks, you’re here right now. You know, and I think when you’re somewhere you ought to be there, and because it’s not about how long you stay in a place. It’s about what you do while you’re there, and when you go is …that place any better for you having… been there?

e poi c’è reflecting light di sam philips che ascoltavo mille volte al pc di Iaia in mansarda a isola rizza…che rileggendo il blog ho ricordato….

e mi viene in mente com’è l’autunno a casa, (tra le mie cose, le mie donne, dove era l’Asi…) che mi manca così tanto, …tanto, che ha più senso viverlo qui l’autunno, vederlo da qui, “vestito di una nuova forma”, per ricordarlo meglio. per ricordare casa.

quindi vale davvero la pena. essere qui. in tutti i sensi.

mucha suerte a todos….un abbraccio e buon autunno.
mi granaino...

‎”La sola cosa di cui sono sicuro oggi è che, nel luogo in cui sono ora, non è più importante. Non più.” °°°Skhizein – Jérémy Clapin°°°°

Posted in Senza categoria with tags , , , , , , on 14 novembre 2010 by catcher in the rye

non mi capitava da anni di vedere una cosa così bella. un corto così bello. grazie a Nati. e io che non voglio mai vedere i film di animazione…

mi ha lasciato senza parole dopo pochi minuti, anche se non sospettavo potesse finire “così drammaticamente”…o almeno, che potesse sottointendere un tema tanto delicato e intimo in modo così profondo e sottile. per alcuni aspetti mi ha ricordato appuntamento a belleville, dove i disegni che apparentemente sembrano così bidimensionali in realtà nascondono particolari tanto reali da farti venire i brividi. e la storia è scritta con la malinconia e la tristezza, che in un certo senso, secondo me, solo i maledettissimi francesi hanno. tutto è curato nei minimi dettagli…quel rumore di fondo, il rumore dell’acqua, di tutte le cose normali, del gesso quando scrive…del respiro del protagonista.

e la musica che è tristissima fin dall’inizio. la solitudine. stare male ed essere da soli. chiusi dentro. sè stessi.

il protagonista è così amico fin da subito che non si può non amarlo e non averlo a cuore.
lo guardo e lo riguardo da due giorni. è splendido.
è poetico….

granada è gelida ma bellissima. e io mi sento ancora ferma all’inizio, ancora pronta a cominciare, e tutto tarda a cominciare. chissà se un giorno sarò così forte da aver veramente archiviato quella parte di me. e averla per sempre assimilata. per il momento…è ancora no. e vorrei scappare dalla mia testa, che è anche il mio cuore, e proseguire, evolvere, imparare…guarire.
forse sono anche io…a 91 cm…da un inizio.

“Una persona, tan solo…al azar.”

“Nunca te dicen cuán loco estás. Solo eso que has perdido, es lo que está a tu lado…fuera de tu mente.
Asi que un poco más, un poco menos…cual es el punto de saber…”

“De lo unico que estoy seguro es que a partir de ahora…cuando estoy de pie, esto ya no es mas una molestia. Ya no…”

practical magic…

Posted in Senza categoria with tags , , , , , , , on 9 ottobre 2009 by catcher in the rye
Sally Owens:
[Starts crying] I don’t care what he comes back as. As long he comes back. Please do this for me. Please? Please? Please? Please? 

casi maleteando…

Posted in Senza categoria with tags , , , , , , , on 28 luglio 2009 by catcher in the rye
“You’re not a bad person. You’re a terrific person. You’re my favorite person. But every once in a while you can be a real cunt.” (Bill, Kill Bill vol. 2)

anzi…domani le valigie…tutto all’ultimo, come da copione, come sempre, perchè a farmi dei programmi o a seguire una scaletta per non impazzire io non ce la farò mai.
sono una casinista, pigra, indolente del cazzo…ma sto peggiorando, e se non mi bastonano non riesco più a fare nulla programmandomi da sola.
domani dovrò mettere in ordine sto casino…quello che c’è nella mia camera, nella mia testa, ….
quello nel mio cuore non si può, non c’è soluzione, e credo che questo viaggio non lo risolverà.

l’unica cosa che mi risolleva, credo, è sapere di aver sempre detto quello che sentivo alle persone a cui tenevo e tengo..
un anno fa, ieri, stanotte, tra due minuti…
mi consola davvero.
e anche se non sono o non sarò ricambiata…tutto quello che volevo dare io l’ho dato. senza riserve.
sono stata sempre IO.

con questo viaggio spero solo di ritrovare la forza di volontà e la grinta, per tornare, fare la tesi…e finirla…che manca davvero poco e tutto da mettere giù ancora…
compilare le carte e preparare i documenti hanno fatto aumentare solo il terrore…la voglia di fare è ancora latitante…

mai mi sono sentita più alla deriva, svogliata e codarda di così.
forse perchè sembra che tutto stia per finire, mi sembra di perdere tutti, e ritardare la fine ufficiale di tutto questo a livello inconsapevole, chissà, mi da la sensazione di potermi ancora godere qualcosa.
ma non serve comunque, e per come mi sento, rimarrei a letto tutto il giorno, solo perchè un po’ mi fa sentire al sicuro….

ecco il diario di una maniaco-depressiva..ahahahaha.
speriamo passi.
ma so che dovrò tirarmi per i capelli…

adesso ho solo voglia di buttarmi sullo scavo, tra le mie tombe, con il sole che sfalda la pelle e la pazienza, di arrivare a fine giornata, e godermi la doccia della sera che è davvero il momento più bello del dìa…

e come al solito…ho paura di partire…..ma se non fosse così non sarebbe la tradizione…e non sarebbe uno scavo…

me voy…vuelvo a la tierra que mas quiero…
que casi parece de volver a casa…a otra familia.

un bacio…e che siano davvero delle settimane…piene di tutto..e vissute al secondo.
cuidaros,
stefi.

“Forgive me, Father, for I have sinned. It’s been a minute since my last confession…..”

Posted in Senza categoria with tags , , , , on 20 luglio 2009 by catcher in the rye
“Ripensando alla mia infanzia mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata una infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto. Ma una infanzia infelice irlandese è peggio di una infanzia infelice qualunque, e una infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora.” 

“Era meglio se i miei restavano a New York dove si erano conosciuti e sposati e dove sono nato io. Invece se ne sono tornati in Irlanda che io avevo quattro anni, mio fratello Malachy tre, i gemelli Oliver e Eugene appena uno e mia sorella Margaret era già morta e sepolta.
Ripensando alla mia infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata un’infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto. Ma un’infanzia infelice irladese è peggio di un’infanzia infelice qualunque, e un’infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora.
Gente che si vanta o si lamenta delle tribolazioni patite nei primi anni di vita se ne trova dappertutto, ma niente regge il confronto con la versione irlandese: la povertà; il padre alcolizzato chiacchierone e buono a nulla; la madre pia e derelitta che geme accanto al fuoco; i preti boriosi; i maestri arroganti; gli inglesi e le cose tremende che ci hanno fatto per ottocento anni…
E poi, tutta quell’umidità.
Sull’oceano Atlantico si formavano grandi quinte di pioggia che risalivano lentamente il fiume Shannon per stabilirsi a Limerick in eterno. La pioggia bagnava la città dalla circoncisione a capodanno, scatenando uno sgangherato concerto di tossi secche, raspi bronchiali, rantoli asmatici e gracchi tubercolotici.
Trasformava nasi in fontanelle, i polmoni in spugne batteriche, e dava la stura a una marea di rimedi: per sciogliere il catarro bisognava lessare una cipolla nel latte nero di pepe; per le congestioni si faceva un impiastro di farina e di ortiche bollite, che andava messo in un straccio e poi sbattuto, ancora sfrigolante, sul petto del malato.
Da ottobre ad aprile i muri di Limerick luccicavano di umidità. I vestiti non si ascigavano mai; i cappotti di lana e tweed ospitavano organismi viventi e a volte ci cresceva una vegetazione misteriosa. Al pub,il vapore che saliva da corpi e dagli indumenti bagnaticci arrivava alle narici mischiato al fumo di sigaretta e di pipa e ai miasmi del whiskey e della birra stantia corretti dall’odore di piscio dei cessi all’aperto dove molti finivano per vomitare la paga della settimana.
La pioggia ci spingeva in chiesa, il solo rifugio, il solo conforto, il solo posto asciutto che conoscevamo.
Durante la messa, la benedizione, le novene, ci stringevamo in crocchi folti e umidi e sonnecchiavamo con la litania del prete che ci ronzava nelle orecchie, mentre il vapore si levava di nuovo dai nostri abiti per mescolarsi alla dolcezza dell’incenso, dei fiori e delle candele.
Limerick aveva la fama d’essere una città molto religiosa, ma noi sapevamo che era solo la pioggia. “

Dear Frank, I’ll miss you….for real.