Archivio per films

locura….2046

Posted in Senza categoria with tags , , , , , , on 28 gennaio 2011 by catcher in the rye

ma lady gaga…chi è??? in confronto….ahaahahah

ho realizzato il mio sogno: 3 euro…en una tienda de los chinos…e poi vai di servizio fotografico che come sempre funziona da terapia.

e in arrivo forse…un altro lavoro. speriamo. perchè ci vorrebbe. a ver si hay suerte, y me llaman el lunes. le lezioni cominciano il 14. sarebbe anche ora di cominciare “por dioh”….

piove. nei paesi vicini nevica….metà spagna è sotto zero, e viene solo voglia di rintanarsi sotto le coperte. ieri ho fatto il mio primo pesto alla genovese. in alto i calici. era buoniffimo! w il pesto! che non pensavo fosse così “gordo”….

un beso!

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Posted in Senza categoria with tags , , , , , , , on 26 dicembre 2010 by catcher in the rye

“Si hubiera nacido en otra época, mi vida hubiera sido diferente….no sirve de nada encontrar a la persona indicada si el momento no es el adecuado…

“El amor es una cuestión de tiempo”.

2046 – wonk kar wai

‎”La sola cosa di cui sono sicuro oggi è che, nel luogo in cui sono ora, non è più importante. Non più.” °°°Skhizein – Jérémy Clapin°°°°

Posted in Senza categoria with tags , , , , , , on 14 novembre 2010 by catcher in the rye

non mi capitava da anni di vedere una cosa così bella. un corto così bello. grazie a Nati. e io che non voglio mai vedere i film di animazione…

mi ha lasciato senza parole dopo pochi minuti, anche se non sospettavo potesse finire “così drammaticamente”…o almeno, che potesse sottointendere un tema tanto delicato e intimo in modo così profondo e sottile. per alcuni aspetti mi ha ricordato appuntamento a belleville, dove i disegni che apparentemente sembrano così bidimensionali in realtà nascondono particolari tanto reali da farti venire i brividi. e la storia è scritta con la malinconia e la tristezza, che in un certo senso, secondo me, solo i maledettissimi francesi hanno. tutto è curato nei minimi dettagli…quel rumore di fondo, il rumore dell’acqua, di tutte le cose normali, del gesso quando scrive…del respiro del protagonista.

e la musica che è tristissima fin dall’inizio. la solitudine. stare male ed essere da soli. chiusi dentro. sè stessi.

il protagonista è così amico fin da subito che non si può non amarlo e non averlo a cuore.
lo guardo e lo riguardo da due giorni. è splendido.
è poetico….

granada è gelida ma bellissima. e io mi sento ancora ferma all’inizio, ancora pronta a cominciare, e tutto tarda a cominciare. chissà se un giorno sarò così forte da aver veramente archiviato quella parte di me. e averla per sempre assimilata. per il momento…è ancora no. e vorrei scappare dalla mia testa, che è anche il mio cuore, e proseguire, evolvere, imparare…guarire.
forse sono anche io…a 91 cm…da un inizio.

“Una persona, tan solo…al azar.”

“Nunca te dicen cuán loco estás. Solo eso que has perdido, es lo que está a tu lado…fuera de tu mente.
Asi que un poco más, un poco menos…cual es el punto de saber…”

“De lo unico que estoy seguro es que a partir de ahora…cuando estoy de pie, esto ya no es mas una molestia. Ya no…”

practical magic…

Posted in Senza categoria with tags , , , , , , , on 9 ottobre 2009 by catcher in the rye
Sally Owens:
[Starts crying] I don’t care what he comes back as. As long he comes back. Please do this for me. Please? Please? Please? Please? 

“Forgive me, Father, for I have sinned. It’s been a minute since my last confession…..”

Posted in Senza categoria with tags , , , , on 20 luglio 2009 by catcher in the rye
“Ripensando alla mia infanzia mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata una infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto. Ma una infanzia infelice irlandese è peggio di una infanzia infelice qualunque, e una infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora.” 

“Era meglio se i miei restavano a New York dove si erano conosciuti e sposati e dove sono nato io. Invece se ne sono tornati in Irlanda che io avevo quattro anni, mio fratello Malachy tre, i gemelli Oliver e Eugene appena uno e mia sorella Margaret era già morta e sepolta.
Ripensando alla mia infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata un’infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto. Ma un’infanzia infelice irladese è peggio di un’infanzia infelice qualunque, e un’infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora.
Gente che si vanta o si lamenta delle tribolazioni patite nei primi anni di vita se ne trova dappertutto, ma niente regge il confronto con la versione irlandese: la povertà; il padre alcolizzato chiacchierone e buono a nulla; la madre pia e derelitta che geme accanto al fuoco; i preti boriosi; i maestri arroganti; gli inglesi e le cose tremende che ci hanno fatto per ottocento anni…
E poi, tutta quell’umidità.
Sull’oceano Atlantico si formavano grandi quinte di pioggia che risalivano lentamente il fiume Shannon per stabilirsi a Limerick in eterno. La pioggia bagnava la città dalla circoncisione a capodanno, scatenando uno sgangherato concerto di tossi secche, raspi bronchiali, rantoli asmatici e gracchi tubercolotici.
Trasformava nasi in fontanelle, i polmoni in spugne batteriche, e dava la stura a una marea di rimedi: per sciogliere il catarro bisognava lessare una cipolla nel latte nero di pepe; per le congestioni si faceva un impiastro di farina e di ortiche bollite, che andava messo in un straccio e poi sbattuto, ancora sfrigolante, sul petto del malato.
Da ottobre ad aprile i muri di Limerick luccicavano di umidità. I vestiti non si ascigavano mai; i cappotti di lana e tweed ospitavano organismi viventi e a volte ci cresceva una vegetazione misteriosa. Al pub,il vapore che saliva da corpi e dagli indumenti bagnaticci arrivava alle narici mischiato al fumo di sigaretta e di pipa e ai miasmi del whiskey e della birra stantia corretti dall’odore di piscio dei cessi all’aperto dove molti finivano per vomitare la paga della settimana.
La pioggia ci spingeva in chiesa, il solo rifugio, il solo conforto, il solo posto asciutto che conoscevamo.
Durante la messa, la benedizione, le novene, ci stringevamo in crocchi folti e umidi e sonnecchiavamo con la litania del prete che ci ronzava nelle orecchie, mentre il vapore si levava di nuovo dai nostri abiti per mescolarsi alla dolcezza dell’incenso, dei fiori e delle candele.
Limerick aveva la fama d’essere una città molto religiosa, ma noi sapevamo che era solo la pioggia. “

Dear Frank, I’ll miss you….for real.

lost…in the rye.

Posted in Senza categoria with tags , , , on 23 giugno 2009 by catcher in the rye
“I tried taking pictures, but they were so mediocre. I guess
every girl goes through a photography phase. You know, horses… taking
dumb pictures of your feet.”




(Charlotte – lost in translation)


 

…the hours

Posted in Senza categoria with tags , , , , , on 13 febbraio 2009 by catcher in the rye
“Guardare la vita in faccia sempre,
guardare la vita… e conoscerla per quello che è, al fine conoscerla,
amarla, per quello che è.
E poi, metterla da parte.
Leonard, per sempre
gli anni che abbiamo trascorso.
Per sempre, gli anni.
Per sempre,
l’amore.
Per sempre, le ore.”