Archivio per poesie

….lord byron y…

Posted in Senza categoria with tags , , , on 2 marzo 2011 by catcher in the rye

In secret we met
In silence I grieve,
That thy heart could forget,
Thy spirit deceive.
If I should meet thee
After long years,
How should I greet thee?
With silence and tears.

  • When We Two Parted, st. 4 (1808)
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“Ti auguro un Natale allegro e a tratti anche felice…” J. Austen

Posted in Senza categoria with tags , , , , , on 17 dicembre 2010 by catcher in the rye

 

Le osterie

 

A me piacciono gli anfratti bui
delle osterie dormienti,
dove la gente culmina nell’eccesso del canto,
a me piacciono le cose bestemmiate e leggere,
e i calici di vino profondi,
dove la mente esulta,
livello di magico pensiero.
Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto
malvissuto e scostante,
meglio l’acre vapore del vino
indenne,
meglio l’ubriacatura del genio,
meglio sì meglio
l’indagine sorda delle scorrevolezze di vite;
io amo le osterie
che parlano il linguaggio sottile della lingua di Bacco,
e poi nelle osterie
ci sta il nome di Charles
scritto a caratteri d’oro.

(Alda Merini)

 

 


Henrik Norbrandt…

Posted in Senza categoria with tags , , , on 26 gennaio 2009 by catcher in the rye
In un porto del Mediterraneo

Io non so cosa sia più importante:

la
dolcezza speziata del caffè amaro

mescolata al gusto della prima sigaretta del mattino

o
l’odore di pesce e barche verniciate di fresco.

I vestiti sbiaditi sul filo fra i mandorli in fiore

o
i monti che li mettono in risalto…

No, nulla di ciò, ma tutte queste cose insieme

rivelano
che ho trascurato qualcosa

e che la sua presenza mi tormenterà per il resto della
vita

perché
l’ho ignorato mentre era qui.

 

 

Traduzione di Bruno Berni
Henrik
Norbrandt

Il nostro amore è come Bisanzio

A cura di Bruno Berni

Donzelli Editore 2000



 

Agorafilia

Tu sei il mio amore e la mia disperazione.

Tu sei la mia follia e la mia saggezza.
E sei tutti i luoghi in cui non sono stato
e che mi chiamano da tutti gli angoli del mondo.
Tu sei queste sei righe
cui devo limitarmi per non gridare. 

Ombre

Tanto ho pensato a te
e ho scritto tanto di te
senza proprio sapere chi tu fossi.
In tante e tante camere ho dormito
senza averti al mio fianco
e tante son le case
nelle quali ho abitato, senza di te.
Tante son le città in cui non ti ho incontrato.

Tante sono le cose che ho esaurito
o smarrito per via verso di te,
e tante possibilità ho sprecato,
tante vite che la tua presenza qui e ora
mi fa sentire perdute
che ormai ti posso vedere solo
come la luce primaverile che talvolta
sfiora la tua gota o accende l’ardore dei tuoi occhi

lasciando le ombre ancora più fredde e più profonde.


*Todas as cartas de amor são ridículas* F. Pessoa

Posted in Senza categoria with tags , , , on 3 gennaio 2009 by catcher in the rye
Todas as cartas de amor são
Ridículas.
Não seriam cartas de amor se não fossem
Ridículas. 

Também escrevi em meu tempo cartas de amor,
Como as outras,
Ridículas.
As cartas de amor, se há amor,
Têm de ser
Ridículas.

Mas, afinal,
Só as criaturas que nunca escreveram
Cartas de amor
É que são
Ridículas.

Quem me dera no tempo em que escrevia
Sem dar por iso
Cartas de amor
Ridículas.

A verdade é que hoje
As minhas memórias
Dessas cartas de amor
É que são
Ridículas.

(Todas as palavras esdrúxulas,
Como os sentimentos esdrúxulos,
São naturalmente
Ridículas).

«La colpa, caro Bruto, non è nelle stelle, ma in noi stessi, se siamo schiavi.» Giulio Cesare , W. Shakespeare

Posted in Senza categoria with tags , , , , , on 18 ottobre 2008 by catcher in the rye

 

Vieni a sederti con me, Lidia, in riva al fiume
– Ricardo Reiss (Fernando Pessoa)







Vieni a sederti con me, Lidia, in riva al fiume.

Quietamente fissiamo il suo corso e apprendiamo

che la vita passa, e noi non ci siamo presi per mano.

(Prendiamoci per mano).





Poi pensiamo, bambini adulti, che la vita

passa e non resta, nulla lascia e mai ritorna,

se ne va a un mare molto lontano, vicino al Fato,

più lontano degli dei.





Lasciamoci la mano, perché non vale la pena stancarsi.

Sia che godiamo o non godiamo, passiamo come un fiume.

Meglio saper passare silenziosamente

e senza grandi inquietudini.





Senza amori, né odio, né passioni che alzano la voce,

né invidia che fa muovere troppo gli occhi,

né pensieri, ché se ne avesse il fiume sempre correrebbe,

e sempre sfocerebbe in mare.





Amiamoci tranquillamente, pensando che potevamo,

se avessimo voluto, scambiarci baci e abbracci e carezze,

ma che vale di più starcene seduti uno accanto all’altro

ad ascoltare il fiume e a vederlo correre.





Raccogliamo fiori, prendili tu e lasciateli

sul collo, e che il loro profumo addolcisca il momento –

questo momento in cui quietamente non crediamo in nulla,

pagani innocenti della decadenza.





Almeno, se sarò ombra per primo, ti ricorderai di me dopo

senza che il mio ricordo ti bruci o ti ferisca o ti scuota,

perché mai ci prendemmo per mano, né ci baciammo

né fummo più di bambini.





E se per prima pagherai l’obolo al barcaiolo ombroso,

io non avrò nulla di che soffrire al ricordarmi di te.

Mi sarà dolce alla memoria ricordarti così – in riva al fiume,

pagana triste con fiori in grembo.

para lidia (de una lidia..)

Posted in Senza categoria with tags , , , , on 2 ottobre 2008 by catcher in the rye
 

VEN A SENTARTE CONMIGO, LIDIA, A LA ORILLA DEL
RÍO*

Ven a sentarte conmigo,
Lidia
a la orilla  del río.
Con sosiego miremos su curso
y aprendamos que la vida pasa,

y no estamos cogidos de la mano.
(Enlacemos las manos.)

Pensemos después, niños adultos,

que la vida pasa y no se queda,
nada deja y nunca regresa,
va hacia un mar muy lejano,

hacia el pie del Hado,
más lejos que los dioses.

Desenlacemos las manos,

que no vale la pena cansarnos.
Ya gocemos, ya no gocemos,

pasamos como el río.
Más vale que sepamos pasar
silenciosamente y sin desasosiegos.

Sin amores, ni odios, ni
pasiones
que levanten la voz,
ni envidias que hagan a los ojos
moverse demasiado,
ni cuidados, porque si los tuviese

el río también correría,
y siempre acabaría en el mar.

Amémonos
tranquilamente,

pensando que podríamos,
si quisiéramos,
cambiar besos y abrazos y caricias,
mas que más vale estar sentados

el uno junto al otro
oyendo correr al río y viéndolo.

Cojamos
flores, cógelas tú y déjalas
en tu regazo, y que su perfume suavice
este momento en que sosegadamente

no creemos en nada,
paganos inocentes de la decadencia.

Por lo menos, si yo fuera sombra antes,

te acordarás de mí
sin que mi recuerdo te queme
o te hiera o te mueva,
porque nunca enlazamos las manos,

ni nos besamos
ni fuimos más que niños.

Y si antes que yo llevases el óbolo

al barquero sombrío,
no sufriré cuando de ti me acuerde,
a mi memoria has de ser suave

recordándote así, a la orilla del río,
pagana triste y con flores en el regazo.

*Heterónimo Ricardo Reiss

F. P. – Versión de Rafael
Díaz Borbón




HE PASADO TODA LA NOCHE SIN DORMIR

He pasado toda la noche sin dormir,
viendo,
sin espacio tu figura.
Y viéndola siempre de maneras diferentes

de como ella me parece.
Hago pensamientos con el recuerdo de lo que

es ella cuando me habla,
y en cada pensamiento cambia ella de acuerdo
con su semejanza.
Amar es pensar.
Y yo casi me olvido de sentir sólo pensando en ella.
No sé bien lo que quiero, incluso de ella, y no
pienso más que en ella.
Tengo una gran distracción animada.
Cuando deseo encontrarla
casi prefiero no encontrarla,
Para no tener que dejarla luego.
No sé bien lo que quiero, ni quiero saber lo que
quiero. Quiero tan solo
Pensar en ella.
Nada le pido a nadie, ni a ella, sino pensar.

F. P. – Versión de Teodoro Llorente

 

 

 

 

….”porque todas las cosas son, en verdad excesivas…”

Posted in Senza categoria with tags , , , , , , on 27 settembre 2008 by catcher in the rye
 

Al fin, la mejor manera de viajar es sentir.
Sentirlo todo de todas las maneras.
Sentirlo todo excesivamente,
porque todas las cosas son, en verdad excesivas,
y toda la realidad es un exceso, una violencia,
una alucinación extraordinariamente nítida
que vivimos todos en común con la furia de las almas,
al centro al que tienden las extrañas fuerzas centrífugas
que son las psiques humanas en su armonía de sentidos.
Fernando Pessoa. 

(gracias Laurie! tk muxissimo!) 

muy bien…alla fine il black out quindicinale di Victoire continuerà per altre due settimane. ma in mezzo ci sono la fiera e la laurea di gu..e di berto e vari impegni. così mi fermo un po’ a casa..e poi si riparte…fino alla fine di ottobre…
guardo un po’ di trailer…come quello di Vicky Cristina Barcelona…che aspetto con ansia ma che mi sa già di castronata…
i piedi sono gelidi come le mani…i miei compagni di scavo mi mancano tutti…mi manca la mia “non-capanna” alto medievale…la mia cobianchi e la nostra stanzetta nella casa “Tudor” a Serravalle….
a casa si comincia già con la camomilla serale, il camino acceso, e le copertine calde.
è proprio autunno.
un bacio.